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“Cyber security fondamentale per la vita del Paese” – Articolo su QN Il Giorno del 31 luglio 2021, di Achille Colombo Clerici

Gli attacchi informatici ad istituzioni, imprese, singoli cittadini costano all’Italia circa 7 miliardi di euro a fronte di un giro d’affari in sicurezza di circa 1,3 miliardi.  La spesa in cyber security è ancora limitata in rapporto al Pil, con un’incidenza dello 0,07% nel 2019, circa 4-5 volte in meno rispetto ai Paesi più avanzati. E teniamo ben presente che il 95% del tessuto produttivo nazionale è costituito da piccole e medie imprese, la cui grande maggioranza non dispone di un sistema di sicurezza informatica all’altezza dell’occorrenza, spesso proprio per problemi di budget.

L’ambiente cibernetico è diventato il sistema nervoso dei Paesi informatizzati in quanto collega tra loro le dimensioni politico-strategica, militare, economico-finanziaria, commerciale, industriale, infrastrutturale e sociale.

Secondo il Rapporto Clusit 2021, a livello globale il 2020, l’anno della pandemia, ha registrato un aumento degli attacchi cibernetici nella misura del 12% rispetto al 2019 e del 66% rispetto alla media dei quattro anni precedenti. In particolare, i cyber criminali hanno sfruttato la situazione di disagio collettivo, nonché di estrema difficoltà vissuta da alcuni settori – come quello della produzione dei presidi di sicurezza (ad esempio, delle mascherine) e della ricerca sanitaria – per colpire. Diverse operazioni di spionaggio sono state compiute a danno di organizzazioni di ricerca correlate con lo sviluppo dei vaccini.

Molto bisogna fare, partendo dallo sviluppo di tecnologia di proprietà italiana, per non essere dipendenti da tecnologie e know how stranieri, ma soprattutto investendo sulle persone, formandole ad affrontare i rischi informatici a tutti i livelli.

In questa direzione muove la proposta avanzata dal sottosegretario alla Difesa, Giorgio Mulè,  di istituire un’agenzia nazionale “votata” alla sicurezza cibernetica e un centro di alta formazione, una Cyber Defence Academy, in cui le esperienze maturate nel comparto della Difesa si coniughino con le competenze della pubblica amministrazione e delle imprese private; che sono ben disposte a fare la loro parte, ma invocano una semplificazione nella materia, che riduca al minimo la stratificazione di documenti e la sovrapposizione di organizzazioni. Il mondo dei cyber attacchi si espande in modo geometrico: dobbiamo essere in grado di mantenere il passo. Almeno.   

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“Il settore delle costruzioni traina la ripresa” Articolo su QN Il Giorno del 24 luglio 2021 di Achille Colombo Clerici

Prima era una sensazione, ora una certezza. Non solo in Italia, ma nel mondo, il settore delle costruzioni si conferma volano dell’economia post-Covid, come affermano le cifre del XXX Rapporto Congiunturale del Cresme, il centro studi italiano che da 50 anni analizza l’andamento del mercato delle costruzioni a livello mondiale. Ebbene, secondo il Rapporto, se il Pil globale crescerà quest’anno tra il 5,6 e il 6%, il valore aggiunto prodotto dalle costruzioni nei diversi continenti registrerà da un più 6,3% a un più 7,6%; livello cui si avvicina anche l’Italia con una ripresa superiore alle attese, grazie alle risorse del Next Generation EU e di altri Fondi europei e nazionali che metteranno a disposizione 61 miliardi di euro.  Ciò fa prevedere una ripresa nel 2021 stimata nella misura del 12,7%, anche se va calcolato il forte calo del 2020.

La parte del leone appartiene alle grandi opere – ferrovie (35 miliardi), strade, autostrade, porti – ma anche alla riqualificazione residenziale trainata dal Superbonus e dai bassi tassi sui mutui. Un rilancio impensabile fino a qualche mese fa che traina un importante indotto.

Il futuro si presenta sotto i migliori auspici, nel mondo – o almeno nella parte più avanzata di esso – e in Italia. Ma alcuni rischi permangono.

In Italia il rilancio delle costruzioni potrà mantenersi nei prossimi anni se gli investimenti andranno in misura adeguata a sostenibilità e digitalizzazione per la scelta di materiali e di tecnologie destinati ad influire sulla vita di tutti noi.

E bisogna fare i conti. Il Governo ha previsto per i prossimi anni infrastrutture strategiche e prioritarie per un importo di quasi 300 miliardi, ma a disposizione ce ne sono 204: mancano ad oggi 66 miliardi per le ferrovie, 14 miliardi per le strade e autostrade, 9 miliardi per il sistema di trasporto urbano. Inoltre pende ancora la spada di Damocle della pandemia che potrebbe far saltare ogni più rosea previsione.

L’ottimismo ragionato è che il Paese inneschi una forte ripresa in grado di recuperare quanto ancora manca da un punto di vista delle risorse. E non dimentichiamo che gli italiani hanno dimostrato, in molte occasioni, una eccezionale capacità di ripresa e di resilienza. E’ anche negli auspici del PNRR.  

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Assemblea generale dei Soci di Assoedilizia, luglio 2021. Relazione per l’anno 2020

SENZA INTERRUZIONE LA TUTELA DEGLI INTERESSI DEI PROPRIETARI IMMOBILIARI NONOSTANTE L’ ANNO DEL COVID    

L’Assemblea Generale dei Soci di Assoedilizia, la più importante organizzazione territoriale dei proprietari di casa d’Italia, si è svolta ancora in un anno straordinario, caratterizzato però da previsioni di uscita dalla crisi causata dalla pandemia.

L’Assemblea, presieduta dal Presidente avv. Achille Colombo Clerici, ha approvato all’unanimità il rendiconto consuntivo 2020 e il preventivo 2021, nonché nominato il Collegio dei revisori dei conti.

La Relazione del Consiglio Direttivo, preceduta da un minuto di silenzio in memoria delle vittime del Covid, è stata illustrata dal Consigliere amministratore ing. Paolo Jacini. In essa sono state riaffermate le basi fondamentali della posizione dell’Associazione che si ispirano da sempre ai valori liberali e democratici, sia pure in un contesto nel quale non si può prescindere da un’azione pubblica.

Ricordato il costante rapporto con le istituzioni,  si sono trattati i temi di maggior interesse per gli Associati e i proprietari immobiliari in generale, sui quali Assoedilizia è puntualmente intervenuta, nonostante l’emergenza nella quale ha operato per quasi tutto il 2020: dalla tutela nei confronti di un fisco gravoso allo sviluppo armonico del territorio, al rilancio di Milano quale città europea e di crescente valenza nei confronti del turismo, specialmente internazionale, che apporta benefici economici diretti e che diventa messaggero all’estero dell’attrattività e della competitività della città e della regione.

Si sono organizzati incontri e convegni e si è partecipato ad iniziative economiche, culturali e politiche: tra queste, una lettera aperta al Sindaco per una campagna promozionale a sostegno di Milano, la partecipazione a iniziative sul rilancio delle Olimpiadi Milano-Cortina, alle attività dell’Osservatorio Smart City dell’Università Bocconi, del quale Assoedilizia è fondatore. L’Associazione ha promosso, con L’Università degli Studi, un ciclo di incontri sul futuro di Milano e del Paese, collaborando inoltre  costantemente con il Politecnico; ha ribadito, in ogni sede, e con ogni mezzo – compreso un inserto in quotidiano milanese, tema la tassa patrimoniale – che onerare di tasse, balzelli e burocrazia il comparto immobiliare è iniquo e controproducente; in quanto, come unanimemente riconosciuto, il comparto immobiliare rappresenta il volano più efficace per il rilancio dell’economia di un Paese.

Assoedilizia ha  organizzato un convegno on line sulla “Semplificazione e rigenerazione in materia urbanistica e edilizia”; nel contempo ha intrapreso iniziative di tutela dei diritti dei proprietari sul piano fiscale delle richieste di ristori opponendosi ad ogni intervento dirigistico sui canoni e favorendo accordi caso per caso; si è impegnata contro la revisione del Catasto urbano, ha rilanciato l’idea di una migliore utilizzazione del territorio e del suolo attraverso una vasta riqualificazione di “rigenerazione urbana”. E ad ogni incontro con le istituzioni è stata svolta un’ampia disamina delle problematiche connesse all’abitazione, alla sicurezza della casa e del territorio, alla riqualificazione delle periferie e dei quartieri di social housing, alla rilevanza sociale ed economica della locazione privata. Per il CIS-Certificato di idoneità statica degli edifici, si è ottenuto il rinvio, di proroga in proroga, fino ad ottobre 2021 mentre la legge della Regione Lombardia sulla rigenerazione urbana ha visto la collaborazione di Assoedilizia affinchè si seguisse la via degli incentivi, non quella dei deterrenti.

Mentre prosegue la collaborazione con l’Osservatorio Metropolitano (CIAM-Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, ArchxMi, AIM-Associazione Interessi Metropolitani) l’azione dell’Associazione si è esplicata su un più ampio territorio intensificando ulteriormente i rapporti con la Federazione Regionale Lombarda della Proprietà Edilizia-Federlombarda.

Tutto questo, va rilevato, in un periodo molto complesso: ma nonostante la necessità di contenere la diffusione del virus che ha messo a dura prova le capacità organizzative dell’Associazione, evitando oltretutto l’uso della cassa integrazione per i dipendenti, i Soci hanno ottenuto sempre l’assistenza richiesta. Una sfida vinta grazie all’apporto di tutti.

Proprio per far fronte a questa particolare situazione è stato introdotto un nuovo canale di comunicazione agli Associati, quello delle circolari informative sui temi di maggiore attualità con cadenza quasi settimanale. Come pure un servizio di consulenza specializzato sul Superbonus ed in generale su tutte le agevolazioni fiscali riguardanti la casa; mentre sono proseguite, grazie a decine di consulenti, i Corsi di formazione per gli amministratori di condominio, il servizio di mediazione, il supporto per la soluzione dei mille problemi che il mondo della casa comporta.

Sul fronte della comunicazione e della promozione si sono addirittura incrementate le attività e le ricadute sui mass-media: intensa la collaborazione con mezzi audiovisivi nazionali quali, per citare, Corriere della Sera, QN Il Giorno, Repubblica, Sole 24 Ore, Il Giornale, Libero, La Verità, RaiNews 24, mentre la rivista “La Proprietà Edilizia” continua a rappresentare uno dei più apprezzati legami tra mondo associativo e Associazione.

Foto di archivio

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Prefettura di Milano – Rapporto UniBocconi su fondo antiusura e antiestorsione

PREFETTURA DI MILANO FONDO ANTIUSURA E ANTIESTORSIONE
Presentato a Milano uno studio dell’Università Bocconi 

FONDO ANTIRACKET E ANTIUSURA DA MODIFICARE PER DIVENTARE PIU’ EFFICACE 

di Benito Sicchiero

Il Fondo antiracket e antiusura, nato 20 anni fa da un’idea di Giovanni Falcone va modificato.  Mira a sostenere e reinserire nell’economia legale le attività vittime dei due reati, concedendo elargizioni a fondo perduto alle vittime di estorsione e prestiti decennali alle vittime di usura, ristori commisurati ai danni patrimoniali e personali subiti dalle stesse.

Ma è poco noto: tutti coloro che hanno denunciato – 319 in Italia, 37 in Lombardia, numeri irrisori rispetto all’entità del fenomeno – ne sono venuti a conoscenza solo al momento nel quale si sono rivolti alle forze di polizia o alle associazioni antiracket e antiusura; e presenta notevoli incongruenze, quali, nei casi di usura, l’obbligo di restituire i ristori ottenuti; e le denunce nei confronti delle banche vengono “cassate” in partenza. 

E’ tra i risultati più rilevanti emersi da uno studio frutto di un accordo tra il commissario straordinario del governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura prefetto Giovanna Cagliostro e l’Università Bocconi di Milano, presentato in videoconferenza/presenza   dalla prefettura di Milano con la partecipazione in remoto del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, di esponenti delle istituzioni (tra i quali il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici),  delle forze di polizia, delle associazioni antiracket e antiusura.

Va anzitutto rilevato che i due reati – estorsione e usura – vengono commessi in contesti ben diversi: nel caso di imposizione del “pizzo” la vittima subisce per paura di ritorsioni nei confronti suoi o di familiari; nel caso di usura, il criminale viene dapprima visto come persona che ti aiuta quando non puoi più ricorrere a fonti di credito legali. In comune, l’azione criminale ha quale obiettivo, non tanto e non solo lucrare interessi o imporre tangenti, quanto, piuttosto impadronirsi dell’attività della vittima, inquinando l’economia legale, ma anche costringerla a diventare complice di azioni fuorilegge. 

“Lo studio assume particolare importanza nel periodo drammatico che viviamo”, ha dichiarato Lamorgeseriferendosi all’emergenza sanitaria Covid-19 e alla crisi economica che ne è derivata, con la conseguente “forte domanda di liquidità da parte di famiglie e imprese” che possono, se non percepiscono un’altrettanto forte presenza dello Stato, “rivolgersi a quel mondo sommerso pronto ad offrire soluzioni apparenti a tutti i problemi. Per questo le istituzioni devono saper ascoltare e intercettare le esigenze dei cittadini prima che la criminalità organizzata possa intervenire a soddisfarle come una sorta di welfare alternativo. In quest’ottica il Fondo di solidarietà si conferma fondamentale e concreto strumento di sostegno ai cittadini che si ribellano al racket e all’usura, e una più ampia diffusione della sua conoscenza unita a un suo ancora migliore funzionamento possono “concorrere a vincere la diffidenza nei confronti delle Istituzioni che è tra le cause della scarsa propensione delle vittime alla denuncia.”

“I risultati raggiunti dal Fondo, che negli ultimi anni ha accolto circa la metà delle domande di accesso per circa la metà dell’importo richiesto, del resto “qualificano un percorso di riflessione, condotto in questi ultimi anni dalla struttura commissariale, sulla necessità di intraprendere iniziative di carattere amministrativo, di potenziamento delle procedure digitalizzate e di iniziative per modificare la legislazione di riferimento” ha commentato Cagliostro, concludendo l’evento in prefettura, presente anche il prefetto Renato Saccone.

Lo studio in sintesi. I ricercatori della Bocconi, coordinati dall’adjunct professor Eleonora Montani, hanno costruito un database delle oltre 5.000 richieste alle quali il Fondo ha dato finora risposta, analizzandone circa il 20% nell’ambito di un’elaborazione preliminare dei dati dalla quale emerge che le domande di accesso al Fondo sono più frequenti in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, dove si collocavano tradizionalmente le principali organizzazioni criminali mafiose – che di usura e racket si servono per controllare il territorio e infiltrare l’economia locale – e, in Basilicata.

Rispetto ai dati analizzati, le istanze presentate da vittime di estorsione sono il doppio di quelle presentate da vittime di usura, anche per le caratteristiche di questo tipo di reato, come osserva la coordinatrice, “subdolo e dotato di un’incredibile capacità di annichilire umanamente, psicologicamente ed economicamente le vittime”, le quali denunciano solo quando sono allo stremo, e per questo nell’82% dei casi, laddove ottengano il prestito a interessi zero dal Fondo, lo utilizzano per ripagare i debiti, senza più risorse per reinserirsi.

Quanto ai settori economico-produttivi più colpiti, i dati esaminati confermano le evidenze processuali: coltivazioni, produzione animali, caccia e connessi (15,9%), commercio al dettaglio (15,2%), attività servizi di ristorazione (13,8%), costruzione edifici (14,5%), commercio e riparazione autoveicoli e motocicli (9,0%); mentre si segnala nello studio come un’anomalia la mancanza di riscontri nei settori delle forniture ad amministrazioni pubbliche e della gestione rifiuti.

Foto:
Luciana Lamorgese e Achille Colombo Clerici

Renato Saccone con Achille Colombo Clerici

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Giuseppe Sala – Incontro di Assoedilizia con i candidati sindaco di Milano

Incontro del presidente di Assoedilizia con il candidato sindaco di Milano Giuseppe Sala
POST-COVID, PORTARE MILANO AL CENTRO DELL’EUROPA

 di Vito Luise

“Milano abbisogna di un Sindaco in grado di assicurarle la competitività con le grandi metropoli europee. Perché ciò avvenga è necessario raggiungere un alto grado di attrattività: se una città è attrattiva, è meta preferita dagli investitori esteri che svolgono la doppia funzione di causa ed effetto dei grandi flussi di turisti stranieri. Questi, a loro volta, hanno ormai un ruolo di estrema rilevanza nel progresso della città: non solo attivano un enorme indotto – food, moda, shopping, ospitalità e quant’altro – ma si rendono ambasciatori nei rispettivi Paesi della realtà milanese, producendo nuovi investimenti esteri. Occorre dunque riattivare quanto prima questo processo circolare.  La città mostra segni di ripresa e di forte resilienza, ma siamo ancora molto lontani dal pieno recupero. Sull’andamento della ripresa ho quale termometro la riapertura di tutti quegli alberghi che sono stati e sono ancora chiusi per pandemia”.

Così Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia – che annovera tra i propri associati molte delle famiglie che hanno “fatto” la città – e di Amici di Milano; ma  soprattutto personalità di grande cultura e profondo conoscitore della realtà metropolitana, incontrando in rappresentanza di  Assoedilizia, in “spirito di par condicio” e nell’ambito di una programmata serie di incontri con i candidati alla poltrona di sindaco in vista della tornata elettorale del prossimo autunno, il dottor Giuseppe Sala, sindaco uscente e candidato a sindaco nelle amministrative comunali del prossimo autunno.

La discussione si è svolta ampiamente su moltissimi temi riguardanti la vita e le problematiche della città: l’attenzione ai quartieri, la sicurezza urbana, gli interventi per il traffico e la mobilità, la qualità dell’aria, i servizi sociali e sanitari, complicati dall’emergenza Covid, la macchina amministrativa comunale, l’organizzazione del lavoro e delle funzioni urbane, anche alla luce della tendenza allo smart working; la riconversione del patrimonio edilizio; il commercio di prossimità che versa in crisi profonda; l’edilizia e la casa; la città della cultura, della ricerca e dell’Università, il rapporto con L’Europa.

Foto d’archivio: Giuseppe Sala con Achille Colombo Clerici

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Milano, Pierfrancesco Maran apre la campagna elettorale

L’assessore comunale Pierfrancesco Maran apre la campagna elettorale

MILANO, DIALOGO ALLA PARI CON LE METROPOLI DEL MONDO 

di Benito Sicchiero

Città verde, mobilità sostenibile, social housing, case popolari, il piano degli scali ferroviari che ha l’ambizione di rendere l’area urbana sostenibile, inclusiva, e ancora più attrattiva. Prima tappa 2026, obiettivo finale 2030. Ma già tra due anni, sull’onda della riconferma di Giuseppe Sala a sindaco di Milano, l’assalto alla Regione da tempo immemorabile roccaforte della Lega e alleati. Un bis, insomma, di quanto avvenne dieci anni fa quando il centrosinistra di Pisapia strappò Milano al centrodestra.   

E’ il programma che Pierfrancesco Maran, assessore all’urbanistica, verde e agricoltura del Comune di Milano, ha illustrato a centinaia di concittadini accorsi allo Spirit de Milan, zona Bovisa, per l’avvio della campagna elettorale.

Per Maran la sfida è riportare la città, capitale dell’economia, della cultura, dei diritti, duramente colpita dalla pandemia al centro dell’Europa e a dialogare alla pari con le più importanti e ben più popolose metropoli del mondo. C’è già qualche segnale positivo. Gli investimenti esteri hanno superato la quota del 2019, anno record: ma al centro del suo programma resta il lavoro.

Maran ha ricordato i principali risultati ottenuti dall’amministrazione di cui fa parte: quello che lo inorgoglisce di più è il car-sharing, primo caso in Italia. Ed ha elencato puntigliosamente il suo programma che è anche il leit-motiv dal titolo “Milano ha grandi progetti per il futuro”: la qualità e la crescita del verde pubblico che da qui al 2030 vedrà nascere almeno 20 nuovi grandi parchi e collegare il verde cittadino a quello della campagna;  la riqualificazione delle case popolari in collaborazione con Aler; il nuovo piazzale Loreto, templi della cultura quali Scala e Conservatorio anche nelle periferie,  il Villaggio Olimpico allo Scalo Romana, per citare. All’insegna della correttezza e della progettualità.

Soprattutto l’ascolto dei bisogni dei cittadini. Come ha suggerito il sindaco Sala, dare risposta alla domanda “Milano, come ti senti?”. Bisogna informare i cittadini, dire loro – senza altezzosità – che sì, noi siamo diversi. Altri dipingono la città come una Gotham city, ma non propongono soluzioni.

Sala ha aperto la sfilata di esponenti del Pd, ma non solo: citiamo il predecessore Giuliano Pisapia (“le ingenti risorse europee di cui altri si fanno vanto sono in realtà merito di politici quali David Sassoli”),  gli europarlamentari Brando Benifei e Pierfrancesco Majorino, l’onorevole Lia Quartapelle (“Guardare la città con gli occhi delle donne e dei bambini”), il segretario regionale Guido Peluffo, la sindaca di Arese Michela Palestra, l’assessore comunale Cristina Tajani, l’ex assessore Marco Granelli. 

Foto d’archivio: Giuseppe Sala, Pierfrancesco Maran, Achille Colombo Clerici nella sede di Assoedilizia

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LUCA BERNARDO Incontro Assoedilizia con i candidati sindaco al Comune di Milano

Incontro di Assoedilizia tra il candidato sindaco di Milano Luca Bernardo e il presidente Achille Colombo Clerici 

POST-COVID, PORTARE MILANO AL CENTRO DELL’EUROPA 

Benito Sicchiero

“Milano abbisogna di un Sindaco in grado di assicurarle la competitività con le grandi metropoli europee. Perché ciò avvenga è necessario raggiungere un alto grado di attrattività: se una città è attrattiva, è meta preferita dagli investitori esteri che svolgono la doppia funzione di causa ed effetto dei grandi flussi di turisti stranieri. Questi, a loro volta, hanno ormai un ruolo di estrema rilevanza nel progresso della città: non solo attivano un enorme indotto – food, moda, shopping, ospitalità e quant’altro – ma si rendono ambasciatori nei rispettivi Paesi della realtà milanese, producendo nuovi investimenti esteri. Occorre dunque riattivare quanto prima questo processo circolare.  La città mostra segni di ripresa e di forte resilienza, ma siamo ancora molto lontani dal pieno recupero. Sull’andamento della ripresa ho quale termometro la riapertura di tutti quegli alberghi che sono stati e sono ancora chiusi per pandemia”.

Così Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia – che annovera tra i propri associati molte delle famiglie che hanno “fatto” la città – e di Amici di Milano; ma  soprattutto personalità di grande cultura e profondo conoscitore della realtà metropolitana, incontrando in Assoedilizia, nell’ambito di una programmata serie di incontri con i candidati alla poltrona di sindaco in vista della tornata elettorale del prossimo autunno, il professor Luca Bernardo, candidato espresso dal centrodestra.  È un candidato “civico”, proveniente dal mondo delle professioni, e non dal mondo politico ed è il primario di Pediatria dell’ospedale Fatebenefratelli. Con esperienze lavorative negli Stati Uniti, attivissimo nel sociale, è stato tra l’altro responsabile dell’ambulatorio immigrati del Fatebenefratelli; è giornalista, autore di numerose pubblicazioni; per il ministero dell’Istruzione fa parte dell’Osservatorio nazionale per l’Infanzia ed è direttore del Centro di Coordinamento Nazionale Cyberbullismo. Nel 2017 è stato chiamato dall’Anticorruzione (Anac), guidata da Raffaele Cantone, come esperto nazionale in ambito sanitario.

La discussione si è svolta ampiamente su moltissimi temi riguardanti la vita e le problematiche della città: l’attenzione ai quartieri, la sicurezza urbana, gli interventi per il traffico e la mobilità, la qualità dell’aria, i servizi sociali e sanitari, complicati dall’emergenza Covid, la macchina amministrativa comunale (solo per citare, “la capitale tecnologica del Paese non può far attendere 8 mesi la concessione della carta d’identità elettronica” ), l’organizzazione del lavoro anche alla luce della tendenza allo smart working che sta alterando profondamente la qualità di vita di decine di migliaia di famiglie, “desertifica gli immobili”; il commercio di prossimità che versa in crisi profonda; l’edilizia e la casa; la città della cultura, della ricerca e dell’Università.

Il suo leit-motiv: “il mio impegno va oltre il lavorare per i milanesi, ma sarà lavorare con i milanesi”.

Foto: Luca Bernardo con Achille Colombo Clerici

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“L’ispirazione del modello di Olivetti” – QN Il Giorno del 17 luglio 2021 – di Achille Colombo Clerici

Tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta del secolo scorso Adriano Olivetti realizzò a Ivrea un modello d’impresa unico e innovativo; come testimonia la mostra itinerante “Universo Olivetti. Comunità come utopia concreta” che, attraverso la rete diplomatico consolare e degli Istituti Italiani di Cultura del Ministero degli Affari Esteri, raggiungerà i più importanti luoghi dell’innovazione e della cultura mondiali. Un progetto industriale, quello di Olivetti, che mette al centro l’attenzione al territorio, i servizi culturali, il welfare, la responsabilità sociale e la pianificazione urbanistica; un modello di azione imprenditoriale che appare ancora oggi, sotto ogni punto di vista, avanguardistico e esemplare.

Un modello che portò a prodotti tecnologici all’avanguardia nel mondo: come Elea 9003, computer commerciale a transistor realizzato dalla Divisione Elettronica Olivetti (il cui direttore, Mario Tchou, morì in un misterioso incidente d’auto) e il primo personale computer Programma 101 ceduto con l’intera Divisione Elettronica alla General Electric americana. P101 venne utilizzato, tra l’altro, per compilare le mappe lunari e per elaborare la traiettoria del viaggio della missione Apollo 11, che nel 1969 portò l’uomo sulla luna.

Tornando all’attualità, con il formidabile supporto delle risorse europee materializzate in Italia dal PNRR può partire la sfida a rendere l’Italia più vicino al modello olivettiano, replicandolo in tutto il Paese – scrive Enzo Maria Le Fevre Cervini per ISPI – dove il modello su cui si basa la nostra economia, quello delle piccole e medie imprese, abbracci l’innovazione di cui ha bisogno.

Già oggi le nostre imprese, da 10 a 499 dipendenti, pongono l’Italia al quinto posto al mondo per surplus commerciale (102 mld di euro); e nell’export manufatturiero (segmento Medie Imprese) siamo davanti alla Germania e agli Stati Uniti (dati Ocse), esportando 198,3 mld, più dell’intera industria manifatturiera britannica (189, 8 mld).

La speranza è che i due fattori – innovazione e risorse – inducano il Paese ad uscire dalla stagnazione che l’ha afflitto per decenni. Ma occorre innanzitutto che vengano superate alcune regole burocratiche e alcuni meccanismi che si sono stratificati, nonostante i tempi richiedessero, soprattutto al legislatore, di semplificare e non di sovrapporre. 

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Premio Attrattività Finanziaria 2021 IV Edizione – Eccellenze d’Impresa, Arca Fondi Sgr e Harvard Business Review Italia

Il Premio Attrattività Finanziaria 2021 istituito da Eccellenze d’Impresa, Arca Fondi Sgr e Harvard Business Review Italia, con il patrocinio di Borsa Italiana giunto alla quarta edizione

Istituto Europa Asia Europasia informa

L’ITALIA PRIMEGGIA NON SOLO NEL CALCIO MA ANCHE NELL’EXPORT 

di Benito Sicchiero

Italia prima nel calcio in Europa, e nel mondo ai primissimi posti nell’export. Realtà confermata, con interessanti riflessioni e aggiornamenti, alla cerimonia di consegna del Premio Attrattività Finanziaria 2021. Il riconoscimento – istituito nel 2018 da Eccellenze d’Impresa, Arca Fondi Sgr e Harvard Business Review Italia, con il patrocinio di Borsa Italiana giunto alla quarta edizione – è rivolto alle imprese, quotate e non quotate, che presentano caratteristiche di eccellenza quanto a trasparenza, governance e capacità di attrarre risparmio privato per lo sviluppo e la crescita. Per la categoria quotate il Premio è stato assegnato a Enel; tra le aziende non quotate a Dompè. Menzioni speciali per Sanlorenzo e Sol tra le aziende quotate e Alfasigma e Frescobaldi tra le non quotateassegnate dalla giuria del Premio, composta da Giovanna Della Posta, Marco Fortis, Federico Ghizzoni, RaffaeleJerusalmi, Emma Marcegaglia e Corrado Passera. 

“L’Italia è al quinto posto al mondo per surplus commerciale (102 mld di euro): sorprendente nel 2020 quando si è piazzata subito dopo la Cina, anche se hanno influito le minori importazioni” ha detto nella relazione introduttiva Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison e coautore del volume “Campioni d’Italia” edito da Eccellenze d’Impresa con chiaro riferimento alle nostre imprese, in particolare alle Piccole e Medie (escluse quindi le microimprese).

Se consideriamo che per export manifatturiero nel segmento Medie Imprese siamo davanti alla Germania e agli Stati Uniti (dati Ocse), si capisce come certa critica che da più parti si rivolge alle PMI, ossatura produttiva del Paese, sia fuori luogo. Ancora un dato a conferma: le imprese da 10 a 499 dipendenti esportano 198,3 mld, più di quanto esporti l’intera industria manifatturiera britannica (189, 8 mld). Ciò non toglie che sia opportuna una crescita dimensionale delle imprese italiane che pure negli ultimi cinque anni risultano prime in Europa per produttività. Far meglio conoscere queste realtà attirerebbe maggiori investimenti dall’estero.  

La cerimonia di consegna del Premio è stata preceduta dalla tavola rotonda “Dopo la crisi sanitaria: strategie e opzioni di investimento per il rilancio delle imprese italiane” nel corso della quale Luigi Consiglio, presidente di GEA, ha sottolineato come: “La potenza del sistema industriale italiano merita attenzione particolare del legislatore per aiutarne il rafforzamento patrimoniale. Pensiamo ad una nuova generazione dei PIR più adatta a mettere il risparmio delle famiglie al servizio dell’impresa. Dal lato delle aziende sarà fondamentale intraprendere il percorso di governance e controllo utili ad accogliere mezzi di terzi. Con questi semplici interventi il tessuto industriale italiano ha tutte le caratteristiche per giocare un ruolo autonomo e vincente nel panorama mondiale”.

Ugo Loeser, Amministratore Delegato di Arca Fondi SGR, ha aggiunto: “Siamo alla vigilia di una fase cruciale di ripartenza degli investimenti ed individuare eccellenze italiane in grado di competere sui mercati internazionali sarà sempre più importante. Come gestori abbiamo il dovere di dare il massimo supporto agli investitori privati nel canalizzare i risparmi verso l’economia reale con il duplice obiettivo di supportare le imprese e di ottenere rendimenti importanti in un contesto perdurante di tassi a zero. Siamo lieti di vedere che il Premio Attrattività Finanziaria si sta affermando come una vetrina esclusiva per le imprese italiane vincenti che meritano l’attenzione del mercato e degli investitori”.

A conclusione Passera ha sottolineato che pubblico e privato sono obbligati a collaborare per affrontare la profonda trasformazione in atto: “Nessuno dei due mondi è un polo di virtù e nessuno dei due mondi è in grado di risolvere i problemi da solo. E’ inoltre auspicabile un dialogo costante nel quale si affronti, tra l’altro, e senza inventarsi nuove leggi, il ruolo della ‘fiscalità zero’ per favorire lo sviluppo delle imprese più virtuose.”

 Foto d’archivio

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Concorso musicale internazionale. PREMIO ANTONIO MORMONE – Piam pianoforte – Concerto finale e Cerimonia di premiazione

Concorso musicale internazionale. PREMIO ANTONIO MORMONE – Piam                                        

Dedicato al pianoforte

Città di Milano

La pianista cinese Ying Li vince il Piam, Premio Antonio Mormone, nel concorso pianistico per la Città di Milano.

Assegnato il Premio Amici di Milano ad uno degli altri due finalisti.

La CERIMONIA DI PREMIAZIONE, preceduta dalla esibizione concertistica dei tre finalisti, si è svolta al Teatro alla Scala di Milano.

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La prima edizione del premio, dopo uno straordinario concerto al Teatro alla Scala, salutato dal Soprintendente Dominique Meyer, in cui i tre finalisti, la coreana Su Yeon Kim , il polacco Piotr Pawlak, e la cinese Ying Li, accompagnati dall’orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala, diretta da Toshiyuki Kamioka, si sono esibiti nei tre concerti classici di Tchaikowsky, di Prokofiev e di Rachmaninov, si è conclusa con la vittoria della pianista del Celeste Impero.

Il programma del concerto finale, con l’esecuzione da parte dei tre solisti,   prevedeva:

Yeon Kim, Corea, nel Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in si bemolle minore op. 23, di P.I. Tchaikowsky 

Piotr Pawlak, Polonia, nel Concerto per pianoforte e orchestra n.2 in sol minore op. 16 di S. Prokofiev,  

Ying Li, Cina, nel Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in do minore op. 18, di S. Rachmaninov,  

La vincitrice Ying Li è stata premiata dall’Assessore alla cultura del Comune di Milano, da Enrica Ciccarelli Mormone e da Filippo del Corno.

Gli altri due concorrenti hanno ricevuto i riconoscimenti rispettivamente da Achille Colombo Clerici e Fernanda Giulini per l’Associazione Amici di Milano e da Giulia De Bosscher. Il premio del pubblico è stato consegnato da Eugenio Villa.

Il Premio Internazionale Antonio Mormone è stato istituito nel 2019, con il patrocinio del Ministero della Cultura e del Comune di Milano, con il patrocinio e il contributo della Regione Lombardia e della Fondazione Cariplo, in collaborazione con il Teatro alla Scala e il Conservatorio G. Verdi di Milano. La direzione artistica è affidata a Enrica Ciccarelli Mormone e Matthieu Mantanus. Consigliere artistico è Nazzareno Carusi e il Comitato d’Onore è presieduto da Gianni Letta.

Un premio, tra i più importanti e prestigiosi a livello internazionale, dalla formula innovativa, volta, non solo a scoprire, ma anche a valorizzare i giovani talenti musicali, in un percorso di prove e di eventi, durante e dopo la fase di svolgimento del concorso: cadenza quadriennale, selezione attraverso una serie di concerti organizzati presso alcune fra le più importanti istituzioni musicali, fra le quali l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, la Società dei Concerti di Trieste, Il Teatro alla Scala di Milano, voto del pubblico e della giuria di esperti, presieduta dal grande pianista Eugenij Kissin, e composta da Bruno Canino, Nazzareno Carusi, Enrica Ciccarelli, Ivan Fedele, Cristina Frosini, Olga Kern, Aleksandar Madzar, Etienne Reymond, Michael Stille, Alexei Volodin, e Ingolf Wunder. Segretario è Matthieu Mantanus.

La prima edizione del premio, dopo uno straordinario concerto al Teatro alla Scala, salutato dal Soprintendente Dominique Meyer, in cui i tre finalisti, la coreana Su Yeon Kim , il polacco Piotr Pawlak, e la cinese Ying Li, accompagnati dall’orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala, diretta da Toshiyuki Kamioka, si sono esibiti nei tre concerti classici di Tchaikowsky, di Prokofiev e di Rachmaninov, si è conclusa con la vittoria della pianista del Celeste Impero.

Foto

La vincitrice

Il soprintendente Dominique Meyer

La premiazione di Amici di Milano

Gruppo d’insieme

I premiati con Amici di Milano

Un momento della premiazione

I premiati con gli Organizzatori